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 “MARTA è una terra che ha attaccate le muraglie al lago, verso il levante…le case di quella parte sono dall’acqua battute assai…”. Così Benedetto Zucchi, nel 1630, parlava di Marta nella “Informazione e Cronica, redatta per Odoardo Farnese.

Tra i paesi lacustri, Marta è l’unica a essere lambita in maniera così diretta dalle acque del Lago. Solo una striscia di terra separa le case dalle acque, nel tratto che va dal “Pontone” al Piazzale Martiri di Cefalonia, adiacente all’incile del fiume Marta.

Tra il 1927 e il 1929 il podestà Luigi Donato, per proteggere l’abitato dalle tempeste del lago fece costruire un muraglione con relativo terrapieno, ricavando uno spazio successivamente trasformato nell’attuale “passeggiata”.